Il cuore della speranza: dialogo con Fabrizio Artale, Presidente del “Movimento per la Salute dei Giovani”
Nel contesto della sanità siciliana, il recente Convegno “La Cardiochirurgia Pediatrica e del Congenito Adulto: nuove sfide e percorsi condivisi”, svoltosi a Villa Magnisi di Palermo, ha segnato un momento di particolare rilievo per la riflessione e la programmazione sanitaria del territorio. L’Epoca Culturale ha incontrato Fabrizio Artale, Presidente del “Movimento per la Salute dei Giovani”, per approfondire i temi emersi dall’incontro e ripercorrere il lungo percorso che ha portato alla piena riattivazione del Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica e del Cardiopatico Congenito Adulto dell’Ospedale Civico di Palermo.
Un dialogo che mette in luce il valore della collaborazione tra istituzioni, professionisti e associazioni, la centralità della prevenzione e la necessità di una rete sanitaria realmente integrata, capace di accompagnare il paziente “dalla culla all’età adulta”.
- Presidente Artale, il Convegno dal titolo “La Cardiochirurgia Pediatrica e del Congenito Adulto: nuove sfide e percorsi condivisi”, del 23 ottobre 2025 a “Villa Magnisi di Palermo, è stato un appuntamento di grande rilievo per la sanità regionale. Qual’è, secondo lei, il messaggio più importante che questo incontro ha lasciato al territorio e ai cittadini?
Secondo me, il messaggio più importante del Convegno è che la collaborazione tra istituzioni, professionisti e associazioni rappresenta la chiave per garantire cure di eccellenza ai bambini e agli adulti con cardiopatie congenite nella nostra regione.
L’incontro ha messo in luce come le attività più complesse debbano essere concentrate in Centri specializzati, in grado di operare con un approccio multidisciplinare e con medici di comprovata esperienza. Solo in questo modo è possibile assicurare ai pazienti altissimi standard di sicurezza, qualità e continuità assistenziale, dal grembo fino all’età adulta.
Un altro aspetto fondamentale emerso è l’importanza di percorsi condivisi tra ospedale e territorio, per accompagnare i pazienti e le loro famiglie in ogni fase della cura, con informazioni chiare, supporto costante e un’assistenza personalizzata.
In sintesi, il Convegno ha ribadito che l’eccellenza sanitaria nasce dalla cooperazione, dalla professionalità e dall’attenzione alla persona, offrendo così benefici concreti sia ai pazienti sia a chi li assiste quotidianamente.
- Dopo tredici anni di attesa, il Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica e del Cardiopatico Congenito Adulto dell’Ospedale Civico di Palermo è tornata pienamente operativo. Quanto è stato complesso restituire ai pazienti questo presidio di eccellenza?
È stato un percorso lungo e complesso, che ha richiesto impegno costante, determinazione e grande fiducia. Restituire alla Sicilia il “Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica e del Cardiopatico Congenito Adulto” di Palermo, ha significato affrontare e superare ostacoli burocratici, logistici e organizzativi, ma soprattutto ridare speranza e un’assistenza continua e altamente qualificata alle famiglie con bambini e adulti affetti da cardiopatie congenite.
Oggi, vedere questa Unità Operativa Complessa totalmente attiva è la conferma che la collaborazione, la professionalità e la dedizione possono trasformare sfide complesse in opportunità concrete di cura e sicurezza per i pazienti.
- Nella lettera aperta ai giornalisti lei parla di “parole che feriscono”. Quanto è importante oggi difendere la verità scientifica e la reputazione di un reparto che rappresenta speranza per tante famiglie?
Diffondere la verità non è solo fondamentale, ma è un dovere etico e una necessità per garantire un’informazione corretta. Notizie distorte o non verificate rappresentano una grave mancanza di deontologia professionale e rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie. Nel caso del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Palermo, purtroppo, assistiamo a una persistente disinformazione che compromette la fiducia dei pazienti e offusca il lavoro di un’Equipe medica autonoma, altamente qualificata e costantemente impegnata, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Raccontare correttamente l’attività medica e scientifica del Centro, senza danneggiarne la reputazione, significa tutelare la serenità delle famiglie e garantire a bambini e adulti cardiopatici il diritto a cure di eccellenza, in un ambiente sicuro, integrato, accogliente e dotato di tecnologie all’avanguardia.
- In che modo l’Associazione “Movimento per la Salute dei Giovani” ha sostenuto la rinascita di questo reparto e la diffusione di una corretta cultura sanitaria in Sicilia?
L’Associazione “Movimento per la Salute dei Giovani” ha avuto un ruolo fondamentale, non solo nel sostenere la riorganizzazione del reparto, ma anche nel mantenere viva l’attenzione e la speranza di tante famiglie. Con impegno, passione e un dialogo costante con le istituzioni, gli ammonistratori ed i professionisti. La nostra Associazione ha saputo unire le persone intorno a un obiettivo comune, quello di garantire cure di qualità nella nostra regione.
- Il caso della bambina senegalese operata con successo all’Ospedale Civico di Palermo è diventato un simbolo. Cosa rappresentano per voi queste storie di vita e rinascita?
Il caso della bambina senegalese operata con successo, presso il Centro di Diagnosi e Cura delle Cardiopatie Congenite “Giancarlo Rastelli” dell’Ospedale Civico di Palermo, rappresenta non solo un esempio concreto di cooperazione internazionale efficace, ma soprattutto il simbolo di ciò che la medicina d’eccellenza, quando si unisce a passione e umanità, può realizzare. Storie positive come questa, raccontano la forza della speranza e mostrano l’impatto profondo che un sistema sanitario attento e competente può avere sulla vita delle persone. Per noi, è un invito a ricordare che ogni cuore curato è una vita restituita e una famiglia che ritrova fiducia nel futuro.
- La Giornata Mondiale per il Cuore 2025, “Non perdere il battito”, è stata un grande successo di partecipazione. Ci racconta come si è svolta e quale risposta avete ricevuto dal pubblico?
La Giornata Mondiale per il Cuore 2025, che abbiamo organizzato anche a Palermo con il tema “Non perdere il battito”, è stata un evento straordinario per partecipazione e coinvolgimento. L’intera giornata si è trasformata in una festa della prevenzione, con screening gratuiti, incontri informativi e momenti di dialogo tra medici, studenti e cittadini. La risposta del pubblico è stata davvero entusiasmante, con persone di ogni età che hanno colto l’occasione per informarsi, sottoporsi ai controlli e comprendere quanto sia fondamentale prendersi cura del proprio cuore ogni giorno.
Un risultato che conferma come, quando la sanità si apre al territorio, la comunità risponde con fiducia, partecipazione e consapevolezza.
- L’evento ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica: un riconoscimento prestigioso. Quali sono stati, secondo lei, gli esiti più significativi di questa edizione, anche in termini di prevenzione e consapevolezza collettiva?
Ricevere la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica è stato un riconoscimento prestigioso che valorizza l’impegno di tutti i professionisti e dei volontari coinvolti. Gli esiti più significativi di questa edizione “palermitana” sono stati molteplici, in termini di prevenzione, i 227 elettrocardiogrammi e i 53 ecocardiogrammi effettuati hanno permesso di individuare alcune “disfunzioni”. In termini di consapevolezza collettiva, l’evento ha sensibilizzato la cittadinanza sull’importanza di uno stile di vita sano e di controlli regolari, consolidando la cultura della prevenzione come responsabilità condivisa e stimolando una partecipazione attiva alla salute cardiovascolare.
- Oggi si parla sempre più di rete sanitaria e di continuità assistenziale. Quanto conta la sinergia tra reparti, ospedali e territori per garantire davvero un percorso di cura completo “dalla culla all’età adulta”?
La sinergia tra specialisti, ospedali e territorio è essenziale. Una rete sanitaria realmente integrata può assicurare continuità di cura, sicurezza e qualità dell’assistenza in ogni fase della vita. Collaborare significa accompagnare il paziente “dalla culla all’età adulta” con competenza, tempestività e umanità, garantendo un percorso di cura senza interruzioni.
- Guardando al futuro, quali sono le priorità su cui intende concentrare il suo impegno come Presidente dell’Associazione Movimento per la Salute dei Giovani?
Come Presidente del Movimento per la Salute dei Giovani, il mio impegno sarà rivolto soprattutto alla promozione della prevenzione, della diagnosi precoce e della formazione sanitaria. Vogliamo sensibilizzare i giovani e le loro famiglie sull’importanza della salute del cuore e del benessere complessivo, costruendo ponti solidi tra sanità e comunità. Allo stesso tempo, intendiamo rafforzare il nostro impegno assistenziale a favore dei più deboli e delle famiglie con bambini o adulti affetti da cardiopatie congenite, offrendo sostegno concreto lungo tutto il percorso di cura. Continueremo inoltre a promuovere progetti di cooperazione internazionale ed a valorizzare le eccellenze mediche siciliane che ogni giorno uniscono competenza, dedizione e umanità al servizio dei sofferenti.
- Se potesse rivolgere un appello alle istituzioni e ai cittadini, quale messaggio lascerebbe oggi sul valore della prevenzione e sulla tutela delle eccellenze sanitarie del Sud?
Rivolgerei un appello accorato a investire nella prevenzione, la più importante tra tutte le forme di cura, perché prevenire significa salvare vite, ridurre sofferenze e costruire un futuro più sano e consapevole per i tutti. Allo stesso tempo è essenziale tutelare e valorizzare le eccellenze sanitarie del Sud, un patrimonio straordinario di competenze, professionalità e umanità che merita di essere sostenuto con risorse adeguate e una visione strategica da parte delle istituzioni.
Ai cittadini chiederei di avere fiducia nella nostra sanità e di farsi promotori di una cultura della salute che metta al centro la persona fin dai primi anni di vita.
E infine, un appello anche agli organi di stampa, affinché continuino a raccontare non solo le criticità, ma anche le storie di eccellenza, dedizione e successo che ogni giorno nascono nei nostri ospedali, esempi concreti di una sanità del Sud che merita di essere conosciuta e orgogliosamente sostenuta.